La paura al tempo del Coronavirus.

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Come gestire la paura al tempo del Coronavirus? Ecco alcune indicazioni per evitare che la paura si trasformi in ansia oppure in panico.

E’ una domanda che ci stiamo facendo un pò tutti: perché oggi, a un mese circa dall’ingresso nella nostra vita del Coronavirus, ognuno di noi, qualunque età abbia e qualunque ruolo svolga, non può sfuggire a questa emozione. La paura ha una funzione positiva, come tutte le cose che si tramandano di specie in specie, in quanto ci aiuta a sopravvivere. Ebbene sì, la paura serve: a fare più attenzione, a essere prudenti, a stare all’erta, a fronteggiare un pericolo.

 Quindi abbiamo una prima indicazione per la sua gestione: la paura va ascoltata. Non dobbiamo negarla oppure fare finta di nulla. Né dobbiamo vergognarcene, come talvolta chi la prova fa, pensando erroneamente che indichi debolezza o viltà. Questa emozione va ascoltata perché ha un messaggio forte da portare: attenzione, fermati, stai concentrato.
Se però rimaniamo per troppo tempo a contatto con lei, iniziamo a sentirci spaventati, ansiosi se non addirittura angosciati. È consigliabile guardarla negli occhi il tempo necessario per comprendere il messaggio che veicola. Poi basta. È ora di passare all’azione.

La seconda indicazione è quindi il passaggio all’azione: mettere in atto il comportamento corretto (per esempio limitare gli spostamenti, lavarsi spesso le mani, tenere la distanza di sicurezza) che ci protegge dal pericolo e poi intraprendere un’altra azione. Quale? Qualsiasi altra. Che non sia continuare ad ascoltare i notiziari o guardare programmi che ci ricordano ancora che dobbiamo avere paura.
Lavorare. Leggere un libro. Passeggiare. Ballare. Conversare. Riordinare. E infinite altre, non importa quali. Più sono complesse, oppure nuove e più necessitano della nostra attenzione e quindi riescono a condurci altrove. Il potere distraente dell’azione è direttamente proporzionale a quanto essa riesce a coinvolgere. Le attività coinvolgenti sono quelle guidate dalle passioni (come la musica l’arte, il cinema, la letteratura, la cucina, il giardinaggio, gli animali), dalla curiosità  per il nuovo oppure dall’ utilità per sé o per gli altri, come aiutare un vicino in difficoltà, migliorare la conoscenza di una lingua o delle proprie competenze digitali.

Il terzo suggerimento per incanalare la paura in maniera positiva è ricordarci che la relazione con gli altri è una potente risorsa da cui possiamo trarre energie positive: prendersi cura delle relazioni significative, all’interno del proprio nucleo familiare ma anche della  rete sociale allargata, assicura il circolare di sentimenti ed emozioni,  permette  lo scambio di calore e di conforto. E in questo momento vanno utilizzati tutti i canali  possibili per restare collegati alle relazioni : scrittura, chat, telefonate, videochiamate, anche di gruppo.

Un’ultima, ma non meno importante, indicazione riguarda il rapporto con il tempo: per molti di noi il ritmo delle settimane si è profondamente modificato ed è difficile fare programmi e previsioni. Ecco che vivere una giornata alla volta, restando concentrati nel qui e ora, presenti in quello che ci succede, assaporando ogni sensazione, è la prospettiva migliore per affrontare la nostra nuova quotidianità. Come diceva Seneca “Considera ogni giorno come una vita a sé”: è possibile trarre da ogni nostra giornata qualcosa di positivo ed esercitare la gratitudine per  ogni dono che ci viene offerto, a partire dalle piccole cose.

 

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Tags: ansia, panico, attacchi di panico, paure, coronavirus

Studio Psicologo Belluno - Dottoressa Dalfreddo Emanuela