Parlare di omofobia a scuola?
Sconfiggere l'omofobia significa diminuire una fonte di sofferenza per molte persone e uno dei luoghi adatti in cui farlo è sicuramente la scuola: si può partire dal riconoscimento degli atteggiamenti e comportamenti discriminatori, il cui denominatore comune è la non accettazione e mancanza di rispetto nei confronti dell'altro. Quando, negli incontri che conduco come consulente psicologa in una scuola secondaria di secondo grado in provincia di Belluno, una classe mi ha richiesto di approfondire il tema dell'omosessualità e dell'omofobia, sono stata contenta di avere l'opportunità di dedicare uno spazio di riflessione a questo tema e di poterlo fare proprio con un gruppo di ragazze adolescenti, evidentemente sensibili e interessate. La lettura di testimonianze, ricercate sul web, di omosessuali, maschi e femmine, che a causa della loro scelta sono stati emarginati e derisi, si è mescolata ai racconti delle stesse ragazze che hanno raccontato episodi di discriminazione e bullismo a cui hanno assistito a scuola, in autobus o in discoteca. Nel gruppo di discussione le ragazze si sono confrontate, hanno esposto pensieri, hanno ragionato, si sono ascoltate, hanno espresso emozioni: tutto questo è antidoto all'ignoranza, fatta invece di silenzi e pregiudizi, di rifiuto a priori, di insensibilità e mancanza di rispetto.
Non è facile vivere la propria scelta di omosessualità in una città di piccole-medie dimensioni: si tende a nascondersi, a rimanere nell'ombra oppure ad andarsene. Ci vuole più coraggio a restare e a combattere i pregiudizi, camminando mano nella mano nonostante i sorrisini, le battute a mezza voce e, purtroppo in qualche caso, gli insulti. La visione del film “XXY” di L. Puenzo (2007) che racconta la storia di Alex, un' adolescente intersessuale, ha guidato successivamente la riflessione del gruppo non solo sulla paura di essere diversa della protagonista, ma anche sulla paura della diversità in chi le sta intorno.
Ma non sarà forse che il “cuore” del problema omofobia è proprio questo?
Chi è diverso fa paura, minaccia le sicurezze e le rassicuranti consuetudini di ognuno; la presenza di chi è diverso da noi ci fa dubitare di chi e come siamo. Meglio scacciare e allontanare, rifiutandolo, allora chi potrebbe far nascere scomode domande e inquietudini: questa alla fine è la natura della discriminazione, non solo verso l'omosessualità ma verso qualsiasi differenza. Anche a partire dalle differenze, ciò che ci accomuna è il nostro “essere umani”, con tutto il bagaglio di valori, sentimenti, sogni ed emozioni.
www.studiopsicologobelluno.it
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